Maria Roccasalva

 

Formato:14,5x21,20

Pagg.368

 

978-88-7937-555-9

€ 18,00

Rassegna stampa

«Placidia sentì una profonda pietà per lui, così indifeso, così spaurito – proprio lui, l’imperatore d’Occidente!

Gli gettò le braccia al collo e lo baciò con frenesia selvaggia, come se solo nell’eccesso, nell’aldilà del bisogno, potesse manifestarsi l’ideale di un amore. Gli leccò le lacrime che gli rigavano il volto. «Piangi, fratello, piangi», sussurrò.

Fu come aprire la chiusa di una diga. Onorio scoppiò in singhiozzi disperati, il capo nascosto nei fieri capelli di sua sorella.

Non c’era più misura nelle cose, il più minuscolo degli oggetti lo soverchiava dilaniandolo, e questo sentirsi in balia di un mondo dilatato, sconvolto e capovolto minava il suo già compromesso equilibrio interno. Con la testa affondata nel nero dei capelli di Placidia, che gli smorzavano i singhiozzi e gli asciugavano le lacrime, si sentì precipitato in una notte senza tempo.

«Sono la notte, i tuoi capelli, il sogno della mia notte».

«Fratello, è notte anche per me», disse lei baciandolo sugli occhi.

 

Sullo sfondo delle invasioni barbariche in Europa, si muovono i personaggi complessi e contraddittori di Onorio, imperatore romano d’Occidente, debole, bigotto, introverso e folle di gelosia, e di Galla Placidia, sua sorella, per la quale egli nutre una passione torbida e senza speranze che lo porterà a eccessi inauditi.

 

Il titolo del romanzo suggerisce la condivisione di questa passione proibita, che tuttavia non arriverà mai a realizzarsi, dilaniati come sono i protagonisti tra gli slanci e i freni della religione.

 

Intorno ai due fratelli agiscono comprimari di rilievo: il grande generale Stilicone, a cui non viene risparmiata l’uccisione per mano di un sicario da parte di Onorio, pur avendo egli ripetutamente salvato l’Impero dalla catastrofe; l’impetuoso re dei Goti Alarico, suo ammirato rivale, pazzo d’amore per Placidia, da lui presa come ostaggio e concubina durante il sacco di Roma; Ataulfo, amatissimo sposo di Placidia, che nutre il sogno di unire il popolo dei Goti e i Romani in un solo impero, sogno condiviso anche da Attila, che vorrebbe un’Europa unita, e dalla stessa Galla Placidia. E infine, l’ultimo grande eroe della romanità, il generale unno Ezio, che ha sempre amato e servito in silenzio la sua imperatrice. Il romanzo è un continuo oscillare di sentimenti contrastanti: da una parte la fede nella religione cristiana, che con il suo universalismo è simbolo di unione di tutti i popoli della terra; dall’altra la sensibilità più acuta, quasi primitiva dei personaggi, un erotismo che è tanto più lancinante quanto più è represso dalle remore e dagli ostacoli.

 

Tutto questo mentre Roma è in fiamme, la Sicilia è perduta insieme alla Britannia e alle Gallie, l’Africa è devastata dai Vandali, gli Unni avanzano, e l’Impero è agonizzante…